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Finanziamenti per 1,7 miliardi di euro- la svolta del Agrivoltaico

Finanziamento a fondo perduto fino al 40% e una tariffa incentivante sulla produzione, con l’obiettivo di raggiungere un minimo di 1,04 gigawatt entro giugno 2026.

  • Risparmio energetico e reddito aggiuntivo: Riduce i costi energetici e permette di vendere l’energia in eccesso. Il Decreto Agrivoltaico 2024 offre incentivi, inclusi sconti a fondo perduto, per rendere l’investimento ancora più vantaggioso.
  • Benefici ambientali: Contribuisce alla riduzione delle emissioni di CO2 e promuove una gestione agricola sostenibile, in linea con gli obiettivi globali di minor impatto ambientale.

Gli incentivi non sono cumulabili con altri sussidi pubblici e variano in base alla dimensione dell’impianto. Per impianti inferiori a 200 kW, il GSE gestisce la vendita dell’energia con una tariffa omnicomprensiva, mentre per quelli superiori, l’energia prodotta può essere venduta liberamente sul mercato.

Il Decreto Agrivoltaico 2023 stabilisce incentivi per l’agrivoltaico, con l’obiettivo di raggiungere una potenza di almeno 1,04 GW e una produzione di 1.300 GWh/anno entro il 30 giugno 2026, marcando un importante passo verso un futuro energetico sostenibile per il settore agricolo.

  • Superficie agricola: Almeno il 70% dell’area deve rimanere dedicata all’agricoltura.
  • Altezza dei moduli: Deve essere adeguata per non interferire con le attività agricole o zootecniche.

Le spese ammissibili includono la realizzazione dell’impianto, la fornitura e posa in opera dei sistemi di accumulo, la connessione alla rete elettrica, e le spese per progettazione e monitoraggio.

L’erogazione degli incentivi può essere sospesa se non si rispettano i requisiti del bando, inclusa la manutenzione adeguata dell’impianto e la conformità alle normative ambientali e di sicurezza.

Sì, la tariffa incentivante può variare in base alla localizzazione geografica dell’impianto, con possibili fattori di correzione per aree meno soleggiate.

L’installazione di sistemi agrivoltaici contribuisce significativamente alla riduzione delle emissioni di CO2 e supporta una gestione agricola sostenibile, allineandosi con gli obiettivi globali di minor impatto ambientale.